Dipendenze e compulsioni

Alcuni studiosi si riferiscono alle dipendenze comportamentali, parlando di compulsioni o di disturbi appartenenti allo spettro Ossessivo-Compulsivo, date le forti resistenze che essi ancora oppongono al concetto di dipendenza senza l’intervento di  sostanze.

E’ importante a questo punto delineare le somiglianze e le differenze che intercorrono tra i due termini. Entrambi i disturbi sono caratterizzati da un comportamento incontrollato ed ineluttabile, ma si distinguono in diversi aspetti fondamentali:

  • L’impulso che spinge a mettere in atto il comportamento, proprio della dipendenza è di tipo egosintonico: esso appartiene alla sfera dell’Io, il soggetto ricerca l’esperienza perché lo autorealizza e lo gratifica, anche se solo in apparenza. All’opposto la compulsione od ossessione è un’idea estranea all’Io, perché il soggetto non la percepisce come una sua elaborazione, tant’è che non riesce a motivarla, anche se comunque si sente costretto a metterla in pratica; per questo la compulsione si dice egodistonica.
  • Nell’impulso dipendente la riflessione è scarsa o assente, mentre le compulsioni sono stimolate da una riflessione eccessiva, da pensieri simili a vaneggiamenti. Nel disturbo compulsivo il soggetto si trova costretto ad attuare un comportamento inspiegabile, come lavarsi continuamente le mani, angosciato da un presentimento magico di disgrazia che può avvenire se si cerca di scacciare l’ossessione.
  • La dipendenza implica un perdita dell’autocontrollo, mentre nella compulsione la capacità decisionale è assente dal principio, il soggetto si sente come sottomesso da un dominio alieno.

 

Alcuni stuidiosi, come Blaszczynski, sostengono che i giocatori d’azzardo patologici presentano tratti compulsivi ed ossessivi, tra cui eccessiva preoccupazione per i pensieri intrusivi e difficoltà nel prendere semplici decisioni. Nonostante cio’ da alcuni studi risulta evidente come essi presentino maggiori caratteristiche appartenenti alla sfera dell’impulsività, pertanto possono essere meglio inquadrati nella categoria delle dipendenze, piuttosto che in quella dei disturbi compulsivi.

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