Alcol e Guida

“Al primo bicchiere l’uomo beve il vino, al secondo bicchiere il vino beve il vino, al terzo bicchiere il vino beve l’uomo”

Da lungo tempo l’uso di bevande alcoliche viene considerato un fattore di rischio per la salute pubblica; tuttavia l’alcol è parte integrante della vita quotidiana.

Le modalità con cui le diverse realtà nazionali si rapportano alle bevande alcoliche variano in relazione al contesto storico, culturale, sociale ed economico delle singole comunità. Tali differenze, evidenti nelle nazioni europee, persistono anche all’interno delle varie aree geografiche nazionali.

In Italia l’abuso delle bevande alcoliche è generalmente sottovalutato, per ragioni storiche, economiche e culturali.

In realtà le alcol dipendenze costituiscono un problema non soltanto antico, ma più diffuso e letale di quello che crediamo.

Per fortuna oggi nel nostro paese l’interesse per il problema alcol sembra aumentare, in relazione all’evidenza dei fenomeni dovuti all’abuso e dipendenza di esso ed al consolidarsi di comportamenti trasgressivi e pericolosi, soprattutto tra i giovani [in modo particolare a causa dell’allarme suscitato dalla rappresentazione (statistiche) dei nessi tra alcol-droghe e alcol-incidenti stradali].

Le organizzazioni internazionali, ed in particolare la WHO (World Health Organization), e la comunità europea da tempo si stanno adoperando per ridurre i fattori di rischio correlati all’uso e soprattutto all’abuso di alcolici attraverso risoluzione e piani di intervento che hanno l’obbiettivo di ridurne il consumo e  le conseguenze.

In questa ottica risulta importante che a livello nazionale siano disponibili studi che possano documentare non solo i consumi di bevande alcoliche nella popolazione in generale, ma anche la loro evoluzione in rapporto alle fasce di età e alle condizioni di vita della popolazione.

I giovani sono considerati un gruppo particolarmente a rischio per gli effetti acuti che possono sperimentare e per l’acquisizione di abitudini liberatorie che possono avere un forte impatto sulla loro maturazione psicofisica.

Tendenzialmente i ragazzi consumano alcol in modo occasionale nei fine settimana e utilizzano questa sostanza per produrre un cambiamento dello stato di coscienza; per creare lo “sballo”e per questo motivo si parla d’incidenti stradali del sabato sera, i quali stanno creando un allarme nei paesi sviluppati creando la prima causa di morte per i giovani di età compresa tra 15-29 anni.

Quindi l’obbiettivo è quello di promuovere un uso consapevole delle bevande alcoliche e nello stesso tempo di dare la concezione del consumo di alcolici come un comportamento a rischio.

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Il tema Alcol e guida e’ stato trattoto da Pola Menci nella sua tesi di Laurea “Alcol e Guida” svolta presso l’Univerita’ degli Studi di Urbino “Carlo Bo”

Questo tesi tratta molti aspetti che ruotano intorno al problema dell’alcol, ponendo in evidenza la complessità delle tematiche inerenti a tale fenomeno,con la chiara consapevolezza dei danni che l’alcol arreca a tutti i livelli, dal sociale all’individuale.

Nel Capitolo I si introduce la sostanza “alcol”e la sua storia, con la descrizione e il consumo di bevande alcoliche che sono utilizzate più spesso nella nostra società, come il vino e la birra.

Si evidenziano alcune complicazioni mediche connesse al consumo di alcol al suo tragitto nel nostro organismo, e alle patologie anche mortali che può provocare.

Si analizzano gli aspetti psicologici inerenti al problema dell’alcol essi riguardano soprattutto disturbi affettivi legati all’alcolismo in relazione all’individuo, alla famiglia e ad un fenomeno che sta aumentando sempre più: l’alcol e le donne. Questo  è diventato un argomento di rilevanza sociale, perché fino ad oggi non era stato approfondito dettagliatamente l’uso e l’abuso dell’alcol da parte del sesso femminile.

Nel Capitolo II, viene spiegata l’importanza delle scienze sociali per la comprensione del rapporto tra individui e alcol, pensando all’alcol come una sostanza che rappresenta non solo una bevanda, ma un elemento naturale carico di valenze simboliche, un mezzo di socializzazione, di comunicazione, uno strumento di estraniazione, una fonte di problemi sociali.

L’alcol è una sostanza ambivalente che può assumere numerosi valori d’uso, a seconda del contesto sociale e del periodo storico considerato. Per questo motivo può prevalere un valore piuttosto che un altro. Viene analizzato l’alcol nei diversi contesti socio-culturali in quanto viene assunto con modalità e riti diversi nei vari paesi, in funzione delle culture locali, degli usi, delle tradizioni e delle religioni. Alcuni autori fanno delle distinzioni su diverse tipologie di modelli culturali del bere, e indicano i processi di controllo sociale. Si analizzano le cause dell’abuso dell’alcol in Italia, cominciando dalla tradizione della scuola positiva, dell’impostazione funzionalista delle sociologie del conflitto (soprattutto marxista) ad altri approcci come le riflessioni di alcuni antropologi e sociologi attenti alle dinamiche culturali ed ai nessi tra la cosiddetta “ costruzione sociale della realtà” e i comportamenti e le forme di interazione sociale. Si effettua un collegamento con il  filone del interazionismo simbolico, alle ricerche di storia sociale e agli studi sul controllo sociale, ed ancora alle teorie della sociologia della devianza che ha messo in luce l’importanza e la relatività delle definizioni sociali di conformità e non conformità e la rilevanza delle reazioni sociali nel definirsi identità devianti. Si evidenziano inoltre i danni economici dovuti all’abuso di alcol, ci sono stati infatti numerosi studi volti a quantificare le perdite di potenziale guadagno e di danni alla produttività che si vengono a determinare in seguito ad incidenti, malattie, assenteismo sul lavoro, disoccupazione ecc.

Oltre agli studi di tipo economico ci sono quelli di tipo sociale rivolti alla qualità delle relazioni interpersonali  e alle forme di violenza, devianza, violazione delle norme penali.

Si mette in luce anche il ruolo della pubblicità, che crea costumi e modelli di vita. I messaggi, rivolti specialmente ai giovani, si riferiscono soprattutto a bevande quali la birra e i superalcolici. La pubblicità tende a proporre nuovi valori nell’uso delle bevande alcoliche facendo ricorso a modelli di comportamento come l’associazione simbolica di alcol e ricchezza, di alcol e sesso o di alcol e salute. Naturalmente questi messaggi hanno azione soprattutto sul debole, che ha bisogno di un esempio con il quale rapportarsi e a cui ispirarsi.

Si analizzano le politiche di prevenzione e trattamento dell’alcol che sono parte integrante delle politiche dei singoli stati sia per la difesa del valore economico della produzione di bevande alcoliche e della produttività, come per le difesa dell’ordine pubblico della sicurezza pubblica, della salute.

Nel capitolo III si esaminano gli effetti che l’alcol provoca alla guida di un veicolo. Entro certe dosi l’utilizzo di alcol non comporta gravi rischi, ma superati questi quantitativi i danni che procura possono essere devastanti, per questo motivo esiste un limite legale di alcolemia che in Italia è di 0,5mg/ml ( tale parametro non è uguale in tutte le nazioni, varia da paese a paese),dove superato questo limite si possono verificare diverse problematiche. Si spiega come si rivela la quantità di alcol presente nell’organismo (alcolimetro), introducendo  dei cenni sulla legge in materia di alcol e di problemi alcol-correlati dando importanza alla modifica dell’ articolo 186 del codice della strada che stabilisce il divieto di guida “in stato di ebbrezza in conseguenza dell’ uso di bevande alcoliche”.

Si osservano attraverso dati epidemiologici, stranieri e soprattutto italiani, gli incidenti stradali dovuti all’uso di alcol e tutte le problematiche che possono causare ( morti, invalidità, ricoveri ospedalieri, accessi al pronto soccorso) tale fenomeno interessa soprattutto la fascia di età compresa tra i 15 e 29 anni. La provenienza dei dati varia, dalle indagini ISTAT o Eurospes, a quella dell’ Osservatorio Permanente dei Giovani e l’Alcol, a quelli di associazioni del privato sociale, fino a dati provenienti dall’ università, servizi territoriali, Polizia Stradale e Carabinieri.

Nel Capitolo IV si esamina la campagna preventiva  sull’educazione stradale mirata agli incidenti stradali della città di Arezzo: “Progetto Caschiamoci”, che coinvolge molti attori: il Comune di Arezzo, l’Azienda trasporti municipalizzata, il Provveditorato agli studi, l’Automobil Club Italia, il Centro di Documentazione del SerT di Arezzo, il Dipartimento emergenze urgenze, il Consorzio delle Autoscuole.

Prima di parlare del programma si è voluto evidenziare la problematica “Alcol e Guida” che rappresenta uno dei progetti più rilevanti del Piano Europeo d’Azione sull’alcol dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la quale ha indicato delle strategie d’intervento, da cui si è sviluppato ad Arezzo il “Progetto Caschiamoci”. Si spiega il perché è nato questo progetto, chi interessa e perché coinvolge tutti questi attori, e la funzione svolta da ciascuno di loro.

Ci si sofferma nel sotto progetto del SerT che tratta “Alcol e Guida”, analizzando gli obbiettivi, i destinatari, i materiali usati ( i metodi , strumenti e contenuti). Inoltre si parla della esperienza personale alla “festa della birra” tenuta in un paese in provincia di Arezzo: Pratovecchio.

Vuoi approfondire l’argomento? Vai alla pagina “Alcol e Guida, Tesi di Laurea di Paola Menci

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