Alcol: Che cosa è

“ L’alcol non può essere considerato un elemento indispensabile per la vita, non essendo essenziale per il nostro organismo; anzi, se assunto in elevate quantità può essere dannoso alla salute.

L’alcol è classificabile fra le cosiddette sostanze voluttuarie, vale a dire quelle che vengono introdotte nell’organismo perché ritenute “gradevoli”, che provocano sensazioni diverse dal solito e apparentemente positive, come il the, il caffè e il tabacco.Molte indagini storiche affermano che l’uomo convive con l’alcol da oltre 6000 anni.” [1].

Questi 60 secoli di “convivenza” hanno lasciato numerosissime tracce sia nell’arte, sia nella letteratura scientifica che nella cultura popolare (basti pensare a quanti sono i proverbi che fanno riferimento agli effetti del suo utilizzo).

Se si percorressero a ritroso queste tracce sarebbe facile accorgersi di quanto l’alcol abbia sempre avuto quel significato ambivalente che gli attribuiamo ancora oggi. Secondo i vari periodi storici esso è stato, infatti, considerato: cibo, fonte di vita, rimedio medico, oggetto di riti di iniziazione, simbolo di trasgressione e infine bevanda intossicante. La varietà di questi significati dipende probabilmente dai suoi effetti: l’alcol, non dimentichiamolo, riesce contemporaneamente a far sentire forti e ad indebolire le persone.

Per quanto riguarda la sua diffusione bisogna ricordare che inizialmente le bevande alcoliche venivano utilizzate solo dalle classi più abbienti per poi diffondersi a tutti i ceti sociali ed infine essere concessa anche alle donne.

Fino al XIX secolo il consumo alcolico quotidiano era favorito anche dalla nocività dell’acqua. L’alcol, sotto forma di vino o birra veniva, infatti, utilizzato come normale bevanda dissetante.

La diffusione dei distillati ha invece avuto inizio nel periodo medioevale in concomitanza col dilagare di gravi malattie quali la peste. I medici prescrivevano, infatti, l’utilizzo di bevande ad alta gradazione alcolica, per quanto risultassero un rimedio inefficace, perché davano almeno una generica sensazione di calore e di benessere. Gli effetti nocivi dell’alcol sono però conosciuti da molto tempo. Già nel XVI secolo Sebastan Frank diceva, infatti, che”Bacco uccide più gente che non le guerre”.

Le modalità del bere e il tipo di bevande consumate hanno subito notevoli trasformazioni nel corso della storia, con accelerazioni e stravolgimenti molto evidenti negli ultimi 50 anni. In Italia, ad esempio, il rapido passaggio da una società patriarcale e prevalentemente contadina ad una urbana e fortemente industrializzata ha determinato il superamento delle tradizionali osterie in cui gli uomini consumavano vino e socializzavano nelle giornate di festa, a favore dei più anonimi bar cittadini.

Considerando il consumo di alcol oggi si riscontra una generale tendenza all’aumento, compensando il calo delle bevande culturalmente tradizionali, con crescita dell’uso di bevande estranee. In Italia, nonostante la riduzione del consumo di vino negli ultimi vent’anni, questa è ancora la bevanda più consumata, contribuendo ad oltre l’80% del consumo globale di alcol, seguito dai superalcolici e dalla birra.

La produzione e il consumo di alcol sono parte integrante dell’economia e della cultura italiana. Il volume di produzione e di commercio di bevande alcoliche rappresenta circa il 10% del prodotto nazionale e le vigne coprono circa il 10% della superficie coltivata. Negli ultimi 30 anni pur essendo notevole la produzione vinicola in Italia l’aumento più significativo concerne il consumo della birra. L’uso dell’alcol in Italia come droga raggiunge livelli epidemici, con un incredibile costo economico, in sofferenze umane, vite spezzate, famiglie distrutte.

L’alcol etilico o etanolo, è un liquido incolore più leggero dell’acqua, di sapore bruciante, che si produce dalla fermentazione degli zuccheri.

Il primo ad usare il termine fermentazione alcolica fu Pasteur, per indicare la possibilità da parte di alcuni microrganismi, detti anaerobi, di svilupparsi in assenza di ossigeno.

Per la fermentazione normalmente si utilizzano gli zuccheri presenti nella frutta (uva, mele, pere ecc.), nei cereali, nei semi e nei tuberi (patata).

La fermentazione è un processo chimico che viene scatenato dai “lieviti”, minuscoli microrganismi presenti naturalmente sulla superficie del prodotto destinato alla fermentazione (come nel caso dell’uva), o aggiunti artificialmente dall’uomo (come nel caso della birra).

A seguito della fermentazione è possibile “concentrare“ l’alcol presente nella bevanda tramite la “distillazione”, antico processo di produzione dell’alcol gia descritto nel 77°a.c.

Dal punto di vista merceologico le bevande alcoliche si possono distinguere in quelle che contengono alcol nella concentrazione prodotta dalla fermentazione e quelle ottenute dalla distillazione di liquidi alcolici, con un tenore alcolico generalmente assai superiore.

Al primo gruppo appartengono il vino, la birra ed i sidri, mentre al secondo gruppo appartengono i distillati, avremo le cosiddette acquaviti ed i liquori da essi derivati.

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